giovedì 3 giugno 2010

Dinamica del flusso del sangue: introduzione

Il sangue è costituito da plasma ed elementi corpuscolati.

Il volume di sangue circolante nel sistema cardiocircolatorio è circa l'8% del peso corporeo, cioè in un uomo che pesa circa 70 Kg circolano 5600 ml di sangue di cui il 55% è plasma.

Gli elementi corpuscolati del sangue sono:
  • Globuli bianchi o leucociti: sono circa 4000-11000 e si dividono in:
  1. Neutrofili: 50-70%
  2. Eosinofili: 1-4%
  3. Basofili: 0,4%
  • Globuli rossi o eritrociti: sono circa 5.4 milioni/ml nell'uomo e 4.8 milioni/ml nella donna.
  • Piastrine: 200000-500000
Il plasma è formato da:
  • Siero
  • Ioni
  • Molecole organiche ed inorganiche
  • Proteine plasmatiche:
  1. Albumina
  2. Globulina
  3. Fibrinogeno.
Sulle pareti dei capillari le proteine plasmatiche esercitano una certa pressione, definita pressione oncotica, ed una forza osmotica di 25 mmHg che tende a richiamare acqua nel sangue. Le proteine plasmatiche in circolo si trovano quasi tutte sottoforma di anioni e sono responsabili del 15% del potere tamponante del sangue.



Il sangue scorre nei vasi grazie a:
  • Azione pompante del cuore
  • Effetto del rimbalzo elastico delle arterie durante la diastole
  • Compressione delle vene da parte della muscolatura scheletrica durante il lavoro muscolare
  • Effetto della pressione intratoracica negativa durante l'inspirazione.
La resistenza al flusso dipende in parte dalla viscosità del sangue e, principalmente, dal diametro dei vasi, in particolare quello delle arteriole.

Le pareti delle arterie sono costituite da 3 tonache, si susseguono dall'esterno verso l'interno:
  • Avventizia: formata da connettivo.
  • Media: muscolatura liscia.
  • Intima: endotelio e connettivo sottostante.
Le arterie di grande diametro presentano una relativa maggior quantità di tessuto elastico che viene disteso durante la sistole e si retrae durante la diastole comprimendo il sangue.

Le arteriole, di diametro minore, presentano più muscolatura liscia che viene innervata da fibre noradrenergiche (vasocostrittrici) e colinergiche (vasodilatatrici), rappresentano la sede principale della resistenza al flusso. Si ramificano in metarteriole e capillari. In alcuni distretti le arteriole si uniscono alle venule attraverso un vaso preferenziale, si formano così gli shunt o anastomosi A-V.

I capillari, alla loro estremità prossimale, sono provvisti di uno sfintere precapillarico di muscolatura liscia ed hanno un diametro di circa 5 micron all'estremità arteriosa, e di circa 9 micron all'estremità venosa. Le giunzioni fra le cellule endoteliali consentono il passaggio di molecole di 10 nanometri di diametro, altre sostanze, come il plasma e le proteine in esso disciolte, passano attraverso il trasporto vescicolare (endocitosi ed esocitosi). Infine, il passaggio delle sostanze può avvenire anche attraverso le fenestrazioni dei capillari (pori di 20-100 nanometri), tali fenestrazioni nei capillari glomerulari sono chiuse da una membrana.

I capillari e le venule post-capillari presentano, lungo la superficie esterna delle cellule endoteliali, i periciti, cellule a funzione contrattile che secernono agenti vasoattivi.

Le venule presentano pareti un po' più spesse di quelle dei capillari e poca muscolatura liscia che determina vasocostrizione se stimolata da noradrenalina ed endoteline.

Nelle vene l'intima si ripiega formando valvole che impediscono il flusso retrogrado del sangue.

[Bibliografia: Fisiologia medica-PICCIN, William F. Ganong]



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