lunedì 2 agosto 2010

Ferro: assorbimento intestinale

L’anemia sideropenica è dovuta a carenza di ferro, per cui l’eritrocitogenesi è normale ma vi è una diminuita sintesi di emoglobina.

Il ferro è introdotto nell’organismo con gli alimenti. Una dieta giornaliera congrua contiene circa 20-30 mg di ferro (emico e non emico).
Il ferro emico è assorbito direttamente dalle cellule della mucosa intestinale. Il ferro non emico, invece, dev’essere ridotto allo stato ferroso per poter essere assorbito dalla mucosa intestinale, il suo assorbimento quindi avviene dopo la digestione peptica dello stomaco.
In piccole quantità l’assorbimento del ferro avviene lungo tutto il tubo digerente, in particolare il duodeno e la metà prossimale del digiuno costituiscono le sedi elettive di assorbimento.

Il ferro è indispendabile per la sintesi di emoglobina e di enzimi emici coinvolti nel metabolismo energetico. Ogni giorno viene assorbita una minima quantità di ferro (1-2 mg) pari a quella che l’organismo elimina con l’esfoliazione intestinale, sudore, emoglobinuria fisiologica.

Il ferro che entra nell’organismo vi permane per 10 anni, in quanto l’organismo non dispone di un meccanismo capace di eliminare il ferro in eccesso. Nonostante ciò, indipendentemente dalle quantità introdotte con la dieta, il ferro viene assorbito nelle quantità necessarie grazie all’epicidina e la sua interazione con la ferroportina.

L’epicidina, sintetizzata principalmente dagli epatociti ed in piccole quantità dai macrofagi, blocca l’assorbimento intestinale di ferro, per cui:
  • L’eccesso di epicidina determina un diminuito assorbimento di ferro
  • Una carenza di epicidina causa accumulo di ferro
  • Un accumulo di ferro stimola la sintesi di epicidina
  • Una carenza di ferro stimola una ridotta sintesi di epicidina
  • Condizioni di anemia ed ipossia stimolano l’eritropoiesi e riducono la sintesi di epicidina.
Il ferro entra nell’enterocita, esce dalla cellula del villo intestinale e passa nel plasma grazie alla ferroportina, molecola trasportatrice di ferro. L’epicidina blocca l’assorbimento del ferro introdotto con la dieta legandosi alla ferroportina e favorendone la degradazione lisosomiale: il legame con l’epicidina diminuisce la quota di ferroportina libera disponibile, il ferro quindi non potendo passare nel plasma resta nell’enterocita e dopo 48 h compie il suo ciclo vitale e viene eliminato cadendo nel lume intestinale.

Se invece siamo in presenza di carenza di ferro, si ha una ridotta sintesi di epicidina, il ferro assorbito dalle cellule intestinali viene trasportato nel plasma dalla ferroportina, successivamente si lega alla transferrina che dal plasma lo veicola ai tessuti, in particolare al midollo osseo dove viene usato dall’eritrone per la sintesi di emoglobina.

[Bibliografia: Corso di malattie del sangue e deglio organi emolinfopoietici- ESCULAPIO]
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